- Arte, sei un mostruoso essere immondo e puzzi!
- Lei si sbaglia, io so arroccare.
E lui se ne va maledicendosi per sempre nell'essere stato tanto stolto nel sottovalutare in modo tanto meschino una tale persona dalle tante indubbie qualità.
Proprio ieri, per dire, il coinquilino della mia ragazza mi accusava di essere poco educato, incline al disturbo e poco o niente affatto attento alle altrui esigenze, dove con altrui intendiamo di lui. Perché io, al contrario della sua fidanzata che non si è mai _permessa_, salvo rari casi in cui proprio non ce la faceva più, sono avvezzo all'uso del bagno di casa; spesso non per espletare inevitabili esigenze fisiologiche come cacca pipì o sperma, ma, magari, per lavarmi. Si, esatto, è un coglione (ha detto proprio così “ti permetti di usare il bagno a volte anche per lavarti”).
Non so voi, ma io, da ospite, ho sempre trovato ragionevole beneficiare del bagno (lo facevo anche in chiesa, nella casa di dio e, cazzo, se me lo concede lui...) e ci tengo molto a dire come il mio uso del suddetto si limiti ad una veloce lavata di viso al mattino e ad una spazzolata ai denti con della pasta mentolata, niente più; diciamo per... un paio di volte la settimana, và. A volte (quattro casi enumerati in altrettanti mesi) per farmi una doccia, nel week end. Non faccio rave nel suo schifoso cesso, non vi porto animali parlanti né puttane chiassose, non vi ho mai suonato la chitarra aspettando che materiale fecale fuoriuscisse da donde il signore ha predisposto esso uscisse e per scaricare, dopo le 23, uso la comoda bacinella gorgogliante acqua anziché tirare lo sciacquone, come da sua precisa richiesta onde evitare che egli si svegli in preda ad un attacco di panico senza riuscire a prender più sonno. Forse da bambino un ladro, prima di deflorare il suo ano glabro, ha usato il bagno tirando lo sciacquone. O forse sarebbe saggio sostituire prete con ladro, essendo molto credente. Ma le mie sono solo congetture, frutto della mente di una brutta persona, che si basano su spicciole e meschine elucubrazione di stampo psicologico e qualunquismo popolare.
Ora, però, provate voi a sostenere un dialogo civile e coerente che abbia minimamente senso con una persona che è convinto io non debba usufruire del bagno di casa poiché potrebbe servire a lui e trovarlo occupato da un non affittuario sarebbe oltremodo oltraggioso. In ciò consisteva il suo concetto di disturbo agli altri inquilini della casa. Posso pisciare (poco) ma, ad esempio, non posso lavarmi il viso. O, figuriamoci, farmi una doccia. Partendo dal fatto che comunque lui non ha nulla in contrario al che io resti a dormire lì, fosse anche ogni santo giorno. Ma lavarmi i denti, per dio, “vai a farlo a casa tua”.
Ecco io, a questo tizio, non solo direi che è vero che penso sia un patetico paranoico, ma quando dico che se morisse ora la mai anima non subirebbe la benché minima piega emozionale non lo dico perché sono una brutta persona, anche se la penso veramente questa cosa. Lo dico perché è lui che è brutto ed empio quanto il suo credo religioso. Non è brutto augurare la morte a qualcuno. E' brutto credere di essere così tanto nel giusto da non meritarla.
Un piccolo episodio che ho omesso. Una mattina aveva impellente bisogno di evacuare l'intestino e, trovandosi impossibilitato nel farla in quel buffo contenitore di porcella bucato, si è trovato costretto a farla in camera. Davanti alla sua ragazza. Ora, i quesiti sono due:
1. perché, se reputavi umiliante cagare davanti alla tua ragazza, in camera, su un foglio di giornale (e potrei anche capirti, diciamolo), non l'hai fatta uscire dalla stanza, la tua fidanzata?
2. perché sei convinto che al cesso ci fossi io? e perché pensi che ciò farebbe di me uno stronzo?






